Da Varena ai cinque cerchi: Nicole Monsorno e la voglia di non fermarsi

Ciao Nicole, ti sei ripresa dalle fatiche delle Olimpiadi?

«Sì, decisamente. Ho avuto modo di stare a casa qualche giorno e ho ricaricato le batterie.»

Ti hanno fatto anche una festa, tra l’altro.

«Ieri sera ho avuto una grande festa, completamente inaspettata, a Varena. È stato veramente stupendo vedere così tanta gente lì per me e per Annika. È stato davvero emozionante.»

Parlando l’altro giorno con Simone Daprà, ci siamo detti: che emozione deve essere disputare un’Olimpiade a due chilometri da casa.

«Esatto. È stato bellissimo perché noi su quelle piste ci siamo cresciuti, abbiamo fatto le nostre prime mini-marce da piccolini e il nostro sogno nel cassetto era diventare atleti professionisti. Lo siamo diventati e siamo arrivati anche all’Olimpiade, quindi è stato magico.»

Nell’anno dei centenario del Gruppo Sciatori Fiamme Gialle, quindi un anno importante.

«Per me è un onore: mi hanno dato la possibilità di trasformare la mia passione in un lavoro e ne sono veramente grata.»

Come ti senti quando ti metti la divisa? Che effetto fa?

«Penso di non esserci ancora abituata e di non aver ancora realizzato, perché comunque noi sportivi alla fine indossiamo la tuta da gara, però le poche volte che indossiamo la divisa fa veramente un bell’effetto.»

Sei contenta dei tuoi risultati, di come sono andate le Olimpiadi, oppure avevi maggiori aspettative?

«Sì, sono contenta in parte. Diciamo che ho fatto un’ottima qualificazione, penso la qualifica più bella della mia vita, e di questo ne vado veramente fiera. Avrei sperato qualcosina in più, che poi non è arrivato. Però insomma, torno da un infortunio dell’anno scorso dove sono stata ferma quattro o cinque mesi, quindi già aver partecipato era di per sé il mio obiettivo. La stagione comunque non è ancora finita, quindi penso di potermi togliere qualche soddisfazione prossimamente.»

Avete fatto una piccola pausa post-olimpica, parlo in generale di voi atleti, e adesso siete di nuovo in pista. Che programmi hai?

«Partiremo domani mattina e, se tutto va bene, faremo un mesetto via perché abbiamo ancora quattro tappe di Coppa del Mondo. Ci saranno Falun, Lahti e Drammen per me. Io non farò la 50 chilometri.»

E poi l’America.

«E poi, se va bene e se i risultati arrivano, l’America.»

Che effetto ti fa gareggiare con le più forti del mondo, spalla a spalla?

«È veramente speciale perché io le ho sempre guardate alla televisione queste campionesse, fin da quando ero piccolina. Avere la possibilità di gareggiare e confrontarmi con loro è veramente bello.»

Ti immagini anche fra quattro anni, in Francia, alle prossime Olimpiadi?

«Credo che l’emozione che mi porto via da queste Olimpiadi mi abbia fatto venire la voglia di continuare per altri quattro anni.»

Ti ha rilanciato la voglia?

«Sì, sono ancora giovane e quindi penso che ci possa stare un’altra Olimpiade.»

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