Come allenatore, mi sembra che al tuo ruolo vada affiancato anche quello di mental coach, in certi momenti. Lei si è fidata di te, ovviamente.
«È un lavoro di squadra. Direi che abbiamo creato le condizioni per prepararla al meglio durante l’estate e durante l’autunno. Purtroppo abbiamo perso tre mesi rispetto alla nostra normale routine d’allenamento, ma quando è arrivato il momento di gareggiare, lei ci ha dimostrato tante volte di essere una grandissima esecutrice: riesce a interpretare al meglio quegli attimi di tensione e adrenalina, trasformandoli in pura magia. Avevamo concordato insieme i trick da eseguire negli ultimi salti della finale e, insomma, quale migliore occasione se non una finale olimpica per piazzare quel bellissimo double cork 1620? E lo ha fatto alla perfezione.»
Una gioia immensa, immagino.
«Sì, grande soddisfazione, ma soprattutto una gran soddisfazione di squadra perché, ripeto, il nostro piccolo team ha fatto un lavoro eccezionale. L’obiettivo principale è sempre stato quello di proteggere Flora e di portarla su questo palcoscenico incredibile che sono le Olimpiadi, per raccontare il nostro sport. Direi che ci siamo riusciti alla grande.»
Gareggiando con un tutore.
«Sì, certo. Con la rottura del legamento crociato, le strutture dell’articolazione del ginocchio sono più instabili. Grazie al supporto di Ortholab, le è stato realizzato un tutore su misura con l’obiettivo di stabilizzare e proteggere il ginocchio in caso di cadute. Ormai al giorno d’oggi lo usano moltissimi atleti, anche solo per prevenzione.»
A diciotto anni tremano i polsi, o forse è proprio il momento in cui fai cose che più avanti non faresti più.
«Sì, è probabile. L’età è sicuramente incredibile per quanto riguarda Flora, ma nelle nostre discipline gli atleti sono tutti piuttosto giovani. Flora viene da un percorso straordinario: già a sedici anni ha vinto una doppia medaglia d’oro ai Mondiali Junior, poi due ori alle mini Olimpiadi in Corea, poi ancora Mondiali Junior, Coppe del Mondo… Sta facendo un percorso straordinario e ha dimostrato di avere una testa sicuramente sopra la media. È un grande piacere trovare talenti del genere, e averli in squadra anche come punto di riferimento per i compagni. Mi fa piacere ricordare anche la performance di Mara Gaslitter, che, giovanissima pure lei, si è ritrovata catapultata in questo mondo ad alto livello. Ha conquistato una qualifica olimpica e ha disputato due finali alle Olimpiadi, regalando un bello spettacolo nella finale di Big Air insieme a Flora.»
Un grande successo, con i complimenti di Brignone, Tomba e di tutto quel mondo che ha visto in lei ciò di cui abbiamo parlato all’inizio di questa chiacchierata: il miracolo che è avvenuto.
«Siamo riusciti a raccontare una storia di sport italiano nel mondo. Le Olimpiadi sono un grande palcoscenico dove raccontare storie, e poter parlare così di uno sport che in Italia non è ancora molto conosciuto fa davvero piacere. Già da qualche anno queste discipline fanno registrare numeri da capogiro alle Olimpiadi: piacciono molto e creano tantissimo entusiasmo. Poter essere protagonisti è un grande onore.»
Valentino, presumo che ora avete ancora un paio di gare di Coppa del Mondo.
«In realtà no: il piano fin dall’inizio era quello di affrontare questa sfida e portarla all’Olimpiade, dopodiché non c’è mai stato alcun dubbio nel puntare sulla ricostruzione del legamento crociato.»
Quindi si farà operare.
«Esatto. Nelle prossime settimane sarà sottoposta a un intervento di ricostruzione e tornerà come nuova. Lei non ci sarà, ma ci saranno gli altri atleti nelle prossime gare.»






