Ieri, la Val di Fiemme si è vestita a festa per accogliere il viaggio della torcia olimpica, un evento emblematico che segna l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. La vallata trentina, con la sua bellezza naturale e il suo calore umano, è pronta a trasformarsi nel cuore pulsante di una manifestazione che riunirà atleti e appassionati da tutto il mondo.
A Cavalese, l’atmosfera si è caricata di attesa nel pomeriggio, quando la Piazza Verdi ha iniziato a popolarsi di visitatori desiderosi di vivere questa straordinaria esperienza. Attività e intrattenimenti hanno animato la piazza, mentre gli sguardi erano tutti rivolti al braciere olimpico, posto con orgoglio sul palco. Un clima di festa ha avvolto l’evento, creando un legame tra la comunità e il grande momento che si stava avvicinando.
Verso le 19.30, l’arrivo di Franco Nones, ultimo tedoforo e simbolo di grandezza sportiva, ha suscitato un’ovazione da parte del pubblico. Le sue gesta sono scolpite nella storia dello sport italiano, e oggi, con l’accensione del braciere olimpico, ha regalato un momento che rimarrà nei cuori di tutti. Ad accompagnarlo sul palco c’erano figure di spicco come Cristian Zorzi e Amos Mosaner, insieme a rappresentanti delle istituzioni, tra cui il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.
Fugatti ha espresso la sua gioia e emozione per essere al fianco di una leggenda come Franco Nones, sottolineando l’importanza di questo evento per la comunità. “L’emozione di essere sul palco con la fiamma Olimpica è grande,” ha affermato, riflettendo sull’importanza storica di questo giorno.
Franco Nones, visibilmente commosso, ha condiviso i suoi sentimenti, dichiarando: “Un’emozione ancor più grande della mia premiazione per la medaglia d’oro alle Olimpiadi.” Le sue parole testimoniano l’importanza del momento, non solo come celebrazione personale, ma come tributo alla passione e all’impegno che caratterizzano il mondo dello sport.
Il viaggio della torcia olimpica che proseguirà oggi a Trento. La vallata aspetta con trepidazione l’inizio dello spettacolo a cinque cerchi, pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, sotto il segno dell’unità e dell’amicizia che lo sport riesce a generare. In questo contesto, la Val di Fiemme non è solo un palcoscenico, ma un vero e proprio simbolo di speranza e passione per le future generazioni.
Foto : Archivio Publinord _ Maurizio Tome






