Chi ha seguito le gare di salto con gli sci alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 non ha potuto fare a meno di notare una coreografia insolita tra una manche e l’altra: un nutrito gruppo di sciatori che risale e ridiscende la pista d’atterraggio con movimenti metodici. Non sono atleti in cerca di gloria, ma i battitori, i custodi silenziosi della sicurezza dei saltatori.
Una Danza a 35 Gradi di Pendenza
Il compito dei battitori è tanto affascinante quanto vertiginoso. Operano su pendenze che sfiorano i 35 gradi, muovendosi trasversalmente lungo tutta la zona di atterraggio, dal dente di stacco fino al parterre.
“Entriamo in gioco subito dopo il gatto delle nevi,” spiegano i responsabili Alberto Dellantonio e Cristian Zanier. “Dobbiamo ‘rompere’ la neve con gli sci per evitare che diventi troppo compatta, rendendola idonea e sicura per l’impatto degli atleti.”
I Requisiti: Equilibrio, Leggerezza e Coraggio
Non è un lavoro per tutti. La pendenza e la precisione richiesta hanno spinto molti a desistere dopo i primi tentativi. Per far parte di questa squadra servono doti specifiche:
- Equilibrio impeccabile: Per muoversi su pendenze estreme senza scivolare.
- Esperienza tecnica: Il gruppo è composto da sciatori esperti e per il 30% da maestri di sci.
- Leggerezza: Un battitore troppo pesante rischierebbe di danneggiare il manto nevoso anziché rifinirlo.
Il momento più critico? Quando il gelo morde. Se la neve è ghiacciata, l’atterraggio diventerebbe pericoloso per le sollecitazioni agli sci dei saltatori. In quel caso, i volontari devono intervenire con forza, usando anche i rastrelli per frantumare lo strato superficiale e garantire il grip necessario.
I Numeri di una Tradizione che si Rinnova
Nato durante i Mondiali del 2003, il gruppo è cresciuto costantemente, passando dai 50 membri storici ai 90 volontari mobilitati per l’evento olimpico.
Foto : ufficio stampa prov.






